Chiesa del Crocifisso già Santa Maria del Giglio

COMUNI dell'UMBRIA:

Edifici religiosi:

Appena fuori porta vecchia, antico accesso al centro storico di Acquasparta, si trova la chiesa del Crocifisso, altrimenti nota come chiesa della Madonna del Giglio.

Il piccolo edificio barocco sorge sopra una cappella trecentesca utilizzata originariamente dalla Confraternita del Giglio. La chiesa della Madonna del Giglio cambiò nome il 19 giugno 1738. Essa d’allora in avanti fu intitolata Chiesa del Crocifisso poiché vi si adorava un Crocifisso del secolo XIV, con urna in legno.1

L’esistenza in loco di un edificio religioso è avvalorata dall’affresco, databile XIV secolo, che ritrae la Madonna del Giglio, posto sull’altare maggiore.2 La costruzione della chiesa attuale viene fatta risalire al 1603; Isabella Liviani Cesi fece istanza perché fosse realizzata una chiesa da destinare alla Confraternita del Crocifisso.3 Gli studiosi hanno attribuito il disegno a Giandomenico Bianchi, già autore di Palazzo Cesi e della chiesa del Crocifisso a Todi.

Il cantiere era arrivato alla copertura del tetto nel 1617, come testimoniato dalla data impressa su una pianella posta sul lato di fronte alle mura, in direzione della porta laterale, sotto la gronda. I lavori furono interrotti nel 1618, anno della morte di Bianchi; quando del progetto originario non era stato realizzato ancora l’abside gotico.
Di sicuro la chiesa di Santa Maria del Giglio fu completata e consacrata nel 1630.

La facciata presenta due piani ed un tetto. Il piano terra è in travertino, accuratamente lavorato, opera dell’artigiano Giovan Battista Tribiani.
Esso accoglie il portale arcuato, fiancheggiato da semipilastri attaccati alla parete e da due nicchie incorniciate da specchiature. Il piano superiore è separato da quello inferiore da un cornicione sporgente. Il piano elevato, in mattoni, presenta un finestrone quadrato centrale, anch’esso affiancato da paraste (semipilastri) e da specchiature vuote. Completano la facciata un attico con fastigio a volute mistilinee, decorate da fiaccole.4 Sul fianco, in alto sopra al tetto spicca un piccolo campanile a vela.

All’interno la chiesa presenta un impianto ad aula, con volte a botte ed una sola navata. L’altare maggiore è in legno intagliato: vi sono raffigurati Dio e gli angeli, che tengono un giglio in mano; realizzato da una bottega artigiana di Narni. Sopra l’altare, quasi del tutto perso a seguito di un atto vandalico (avvenuto negli anni ‘70-‘80 del XX secolo), l’affresco della Madonna col Giglio.5 Entrando sulla destra si può ammirare il quadro della Madonna col Bambino in braccio; vi sono raffigurati anche San Giuseppe, San Giovanni Battista, Sant’Antonio Abate, San Sebastiano ed alcuni fedeli col sacco in atto di adorazione;databile tra la fine del XVI secolo e gli inizi del successivo. Tale quadro proviene dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, ora non più esistente.6 Segue il dipinto su tela della Natività di Maria, del diciassettesimo secolo. Sulla stessa parete un’altra tela immortala la Madonna, Sant’Anna, San Federico e Santa Caterina da Siena, riconducibile agli inizi del XVII secolo.7

Proseguendo, all’interno del presbiterio, si può vedere la raffigurazione della Sacra Famiglia (XlX sec.). Questa tela per decenni fu collocata sopra l’affresco trecentesco, sull’altare maggiore; venne spostata alla fine degli anni ottanta del secolo scorso. In quel periodo le ultime tre tele descritte furono restaurate. Entrando a sinistra, di fronte alla tela della Sacra Famiglia, si trova il grande quadro - con cornice di legno nero e filetti d’oro, in cui sono impressi San Domenico, la Madonna, la Maddalena, Santa Caterina. A metà del lato sinistro della Chiesa si può ammirare anche lo stemma in pietra della famiglia Spada di Terni.

Proveniente anch’essa dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, posta ora sull’altare dell’Addolorata, la statua della Pietà, nota come Madonna teutonica. Il gruppo in travertino, risalente al secolo XV, riproduce la Madonna col figlio morto in braccio.8

Adorna la cappella Spadaccini una tela raffigurante la Trinità (XVI - XVII secolo) conservata in questa chiesa dopo la demolizione, nel 1926, della chiesetta della Trinità che sorgeva vicinissima a quella di San Francesco.9
  • 1. Oggi il crocifisso, restaurato nel 1998, si trova nella chiesa di San Giuseppe, d’Acquasparta.
  • 2. L’atto costitutivo della Compagnia della Madonna del Giglio data primo novembre 1300; essa è la più antica tra le confraternite operanti nel territorio. Nei documenti si trovano inoltre notizie di un ospedale (Hospitalis Sancte Marie de Lilio) collegato al lato nord della chiesa. La Confraternita offriva appunto ospitalità agli ammalati ed ai poveri.
  • 3. Saverio Sturm (2012). Perugia. In Marcucci, L. Villani, M. (Eds.) Atlante del Barocco in Italia. Umbria. Roma: De Luca Editori d'Arte. p.462.
  • 4. Saverio Sturm (2012). Perugia. In Marcucci, L. Villani, M. (Eds.) Atlante del Barocco in Italia. Umbria. Roma: De Luca Editori d'Arte. p.462.
  • 5. Per la descrizione dei decori interni alla chiesa cfr. http://www.parrocchiadiacquasparta.it/, sito visitato il mese di marzo.
  • 6. La chiesa di Sant’Antonio Abate si trovava sulla piazza F. Cesi ed apparteneva alla Confraternita della Madonna del Giglio. Cfr. http://www.parrocchiadiacquasparta.it/, sito visitato il mese di marzo.
  • 7. È opinione di alcuni storici dell’arte che il volto della Madonna sia attribuibile al Polinori.
  • 8. La ragione per cui è definita teutonicaè da cercarsi nel suo autore, presumibilmente proveniente dai territori germanici.
  • 9. La chiesa della Trinità era ormai pericolante quando fu demolita per migliorare la prospettiva della ben più importante chiesa di San Francesco.
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