Chiesa di San Claudio

COMUNI dell'UMBRIA:

Architettura secondo il periodo:

Edifici religiosi:

La chiesa di San Claudio, già eretta per i Camaldolesi nel 1025,1 è un tipico esempio di architettura religiosa romanica. Sorge presso l'antico anfiteatro romano e presenta una pianta basilicale con abside semicircolare orientata, come usuale, verso est. La facciata, come del resto l'intero edificio, presenta un impianto lievemente asimmetrico: dei tre portali, quello centrale ha stipiti lavorati a spigolo vivo fino all’imposta dell’arco, a tutto sesto, a sua volta formato da conci di calcare modanati a due fasce, la più interna liscia e di colore resa, la più esterna in calcare bianco e lavorata a tre liste. I portali laterali, recentemente tamponati e intonacati, terminano invece con un semplice architrave in travertino che presenta una lieve scanalatura a sottolineare il varco.

[img_assist|nid=516|title=San Claudio a Spello|desc=(Credit foto: goodmorningumbria.wordpress.com)|link=none|align=center|width=450]
Al centro della facciata il rosone con ruota esterna a due fasce, in calcare rosa e bianco, su cui s’innestano 12 pilastrini radiali in calcare rosa convergenti in una ruota centrale decorata con motivi alto medievali databili all’ XI – XII secolo (treccine e cani correnti si interpongono ad arabeschi casualmente "disposti"); al centro del disco interno è scolpita una croce greca, segnata ai vertici da quattro medaglie in pasta ceramica colorata d’azzurro. Ai lati del rosone due bifore,chiesa di S.Felice a Narco" href="#footnote2_y3otrxk">2 leggermente disallineate rispetto ai portali laterali sottostanti, con stipiti in blocchetti in calcare squadrati e lavorati a spigolo vivo ed archi oltrepassati a fasce aggettanti di pietra bianca e rosa e divise al centro da una colonnina in calcare chiaro sormontato da un capitello dalle forme stilizzate lavorato solo sul lato visibile in facciata.

Il campanile, a vela, decentrato rispetto all’asse della facciata presenta un doppio ordine di aperture ad arco che alloggiano in basso le campane e presentano, ai lati del secondo ordine, due statue zoomorfe che raffigurano aquile che poggiavano su piccole mensole di pietra; oggi rimangono in loco non integre ma acefale. Anche le falde del tetto poggiano in modo asimmetrico rispetto all’asse della facciata mentre quelle delle navate laterali (anch’esse recentemente ripristinate), impostate a una quota diversa, denunciano, già all’esterno, la diversa altezza degli spazi interni.


Ai lati della chiesa, dove la lavorazione è meno accurata, vi sono due diversi portali ad arco ogivale che un tempo davano accesso alle navate laterali della chiesa. Sul lato destro si apre una teoria di quattro finestrelle mentre il lato opposto è cieco e caratterizzato da una sequenza di buche pontaie, non passanti, poste all’incirca alla medesima altezza delle finestre sul fianco opposto.

L'asimmetria che caratterizza l’esterno della Chiesa di San Claudio si nota anche all’interno: le navate laterali hanno altezze diverse cosi come sono diverse le arcate a tutto sesto che le dividono da quella centrale, gli archi di destra sono a doppia ghiera modanata in calcare rossiccio e poggiano su due colonne, quelli di sinistra sono a ghiera semplice interamente realizzati in calcare bianco e poggiano su tre pilastri. Questa compresenza di pilastri e di colonne a dividere la navata centrale dalle laterali trova analogie con altre chiese coeve quali S.Martino in Taizzano presso Narni, l’abbazia di Petroia e la basilica di S. Silvestro a Bevagna.

La navata centrale termina con un’abside decorato - che ospita un altare ottenuto dal riuso di un sarcofago romano ritrovato nel vicino anfiteatro3 - a pianta semicircolare e catino poco profondo, sormontato da una parete piana che chiude la ben più alta navata centrale. La copertura, a falde, della navata centrale è sorretta da archi diaframma simili a quelli che si trovano nella chiesa dei Santi Fidenzio e Terenzio presso Massa Martana, mentre nelle navate centrali è sostenuta da travi lignee.
La pavimentazione è costituita da piastrelle in cotto di forma quadrata posti in diagonale lungo le navate centrale e laterali, in corrispondenza dell’abside e della sacrestia, e in senso ortogonale attorno ai pilastri e alle colonne.

[img_assist|nid=517|title=Affreschi a San Claudio - Spello|desc=(Credit foto: goodmorningumbria.wordpress.com)|link=none|align=center|width=450]
Caratteristica di pregio dell’interno della chiesa è l’apparato decorativo costituito da cospicui affreschi votivi datati fra il XIV e il XV secolo, in parte conservatisi nonostante i danni arrecati dal tempo e dall’incuria. Si tratta di figurazioni sacre che ritraggono ripetutamente S.Claudio, poste all’interno di riquadri collocati negli spazi compresi fra i sei archi diaframma che sorreggono la copertura della navata centrale e di un grande affresco posto sulla parete soprastante l’abside che arreca la data 1393. 4
  • 1. Cfr. Fabbi, A. (1971). Antichità umbre. Assisi: Pontificio Seminario Regionale. p.282
  • 2. La composizione centrale costituita dal rosone affiancato da finestre bifore, si ritrova in altre chiese umbre come ad esempio nella chiesa di S.Pietro a Bovara, nella facciata del transetto del Duomo di Foligno e nella chiesa di S.Felice a Narco
  • 3. Presso la chiesa sono stati rinvenuti resti di un edificio termale pubblico, occupante un'area di m.60x24, la cui zona meridionale è stata obliterata dalla chiesa. Scheda 4998 della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria
  • 4. Informazioni tratte dal volume: Guiducci, S. e Bonacci, P. (a cura di) (2005). La Chiesa di S.Claudio a Spello. Foligno: Cornacchini Srl.
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