Oratorio di san Bernardino ed Oratorio di Sant'Andrea o della Giustizia

COMUNI dell'UMBRIA:

Architettura secondo il periodo:

Edifici religiosi:

La costruzione dell'oratorio iniziò nel 1451 sulla sinistra della Piazza di S. Francesco al Prato a fianco del glorioso S. Francesco dove San Bernardino chiedeva ospitalita ogni volta che si recava a Perugia per predicare al popolo proprio sul prato davanti alla chiesa.1
Nel 1457 Agostino di Duccio, «lapicida» cresciuto alla scuola di Leon Battista Alberti, viene chiamato a Perugia per costruire la facciata dell'Oratorio. "L' opera di Agostino di Duccio terminata nel 1461, riuscì un vero gioiello di grazia e leggiadria, una mirabile fusione dei bassorilievi con le sobrie policromie, tra le pacate linee architettoniche; mai il marmo fu trattato con tanta vaporosita e leggerezza come in questa meravigliosa opera della rinascenza!"2
[img_assist|nid=528|title=Oratorio Oratorio di Sant’Andrea o della Giustizia in San Bernardino |desc=(Credit foto: Comune di Perugia)|link=none|align=center|width=450] Il colore e gli effetti del chiaro scuro, sono ottenuti da marmi policromi e da stesure azzurre di lapislazzuli e oro, oggi non più visibili nel loro splendore. La struttura architettonica riprende dalla chiesa di S. Andrea in Mantova di Leon Battista Alberti. Lo schema della facciata è semplicissimo: rettangolare, a timpano coronato da un tetto sporgente. Nel centro della facciata si apre un gran de arcone trionfale con imbotte prospettica, al disotto del quale è il bel portale gemino. All' estremita della facciata sono quattro edicole, due per parte, l'una sovrapposta all'altra; le due superiori recano le statue dell' Arcangelo Gabriele e dell'Annunziata, le inferiori quelle di due patroni della città, San Costanzo e Sant'Ercolano. Nel timpano, Cristo benedicente contornato da angeli e cherubini - nel fregio, la scritta: «AUGUSTA PERUSIA MCCCCLXI» - e nella lunetta dell'arcone, San Bernardino che sale al cielo in una mandorla di raggi fra angeli musicanti e di serafini.
Ai lati dell'ingresso sui fianchi e sulla fronte degli stipiti dell'arcone, dodici stupendi bassorilievi rappresentanti sei allegorie delle virtu e sei gruppi di angeli musicanti.


Sopra al portale gemino scorre un’ architrave suddiviso in cinque formelle con sotto riportata la firma: "OPUS AUGUSTINUS FLORENTINUS LAPICIDA" , qui sono narrati i famosi miracoli del Santo, nella formella centrale è raffigurato il rogo delle armi e di altri strumenti demoniaci.
L’interno è a tre campate con volte gotiche a crociera costolonate. Alla parete destra il Gonfalone di San Francesco al Prato (Proveniente da San Francesco al Prato) di Benedetto Bonfigli e Mariano D’Antonio, riporta la data 1464. Fino alla demanializzazione del 1863 era nell’oratorio il Gonfalone di San Bernardino (1465) di Benedetto Bonfigli, attualmente è visibile nella Galleria Nazionale dell’Umbria.3 Sempre alla parete destra la Deposizione di Orazio Alfani (XVI sec.). Nella prima campata a sinistra incassata nel muro è la lastra tombale di Angelo del Toscano generale dei minori fondatore dell’Oratorio. L'altare maggiore è costituito da un sarcofago cristiano, della metà de IV secolo, del tipo «a colonne», con Cristo in trono al centro, la personificazione della Ecclesia e figure di apostoli nelle edicole laterali. Sul coperchio, ai fianchi della tabula, scene del Vecchio Testamento; Noè sull'al'ca, Giona. Il sarcofago servì da sepolcro al beato Egidio dalla fine del sec. XIII al 18874

Nella parete di fondo dietro l'altare c’è una porta che conduce all’oratorio di S. Bernardino e S. Andrea o della Giustizia, costruito nel ‘500 con testimonianze dei sec. ‘600 e ‘700 e ‘800. Il soffitto a cassettoni intagliati e dorati è del 1582; il pavimento in marmi policromi e i seggi in noce sono del 1817-18. L’altare con intagli del XVII presenta una tela di Gaetano Lapis (XVIII) , raffigurante la Vergine e il Bambino , S. G. Battista , S. Andrea e S. Bernardino. Alle pareti dieci pregevoli dipinti del XVIII di artisti del neoclassicismo: Marcello Leopardi, Vincenzo Ferreri, Carlo Labruzzi, Teodoro Matteini, narrano episodi della vita di S. Bernardino, S. Andrea e S. Giovanni Battista. Tutto intorno corrono festoni in stucco con fiori e arabeschi (1784).
Presso la sagrestia dell'oratorio si trova la Cappella Baldeschi, in cui è la tomba del giureconsulto Bartolo da Sassoferrato (m. 1357). A seguito delle demanializzazioni, i due oratori sono di proprietà del Comune di Perugia, ma officiati dai Minori Coventuali.5
  • 1. Una graziosa tradizione ricorda come egli avesse cara fra tutte una campana del convento che possedeva una voce di ineffabile soavità e che era chiamata «VIOLA».
  • 2. Tarchi, U. (1954). L'arte nell'Umbria e nella Sabina . L'arte del rinascimento (e secoli posteriori) nell'Umbria e nella Sabina. Vol. 6. Milano: Garzanti.
  • 3. Dipinto per scongiurare la peste, rappresenta la Madonna della Misericordia o delle Grazie e Santi con una veduta della città.
  • 4. Umbria. Eds. Touring club italiano . V ed. Vol. 14. Guida d'Italia del Touring club italiano, 14. Milano: Touring Club Italiano, 1978.
  • 5. Oratori di S. Bernardino e S. Andrea o della Giustizia. Scheda informativa a cura del Comune di Perugia http://turismo.comune.perugia.it/resources//Itinerari/Chiese/Oratorio_Sa... visitata nel mese di settembre 2012.
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