Marignoli, villa

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Edifici abitativi:

Villa Marignoli sorge sulle pendici del Monte Ferretto, nel territorio spoletino. Fu fatta costruire nel XIX secolo sulle rovine di Villa Leoncilli da Filippo Marignoli, forse su suo disegno, all’interno di una vasta proprietà che comprendeva parte del fondovalle del Maroggia e l’intero colle.

Ad essa si accede attraverso un monumentale cancello dai pilastri bugnati ed un viale sinuoso in salita che porta al piazzale d’ingresso. Il grande edificio si eleva su due piani, con una pianta a forma di U; sul retro il piano terra risulta in parte seminterrato a causa della pendenza del terreno. Per la stessa ragione nella parte centrale, tra le due ali della U, si apre un cortile incassato.


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Tutte le facciate sono caratterizzate da fasce marcapiano, paraste bugnate lisce, cornicione sormontato dal parapetto della terrazza di copertura, tutti realizzati in pietra serena, Il primo ordine di aperture è costituito da finestre ad arco a tutto sesto, il secondo da finestre rettangolari con cornici della stessa pietra che risalta sul colore rosa dei mattoni delle murature. Il prospetto principale è scandito da undici assi di aperture, la parte centrale viene enfatizzata da un lieve aggetto nel quale il paramento murario del piano terra è completamente bugnato e si prolunga al piano superiore, intorno al finestrone ad arco, centrale. L’enfasi viene data anche dal balcone su mensole e dalla maggiore altezza del parapetto della copertura ornato da vasi che si ripetono su tutti gli spigoli dello stesso.

[img_assist|nid=508|title=Villa Marignoli (Spoleto)|desc=(Credit foto: Regione Umbria http://www.paesaggi.regioneumbria.eu/)|link=none|align=center|width=350]
Il fronte posteriore è caratterizzato dal cortile incassato sul quale le pareti del piano terra presentano bugnatura e finestre sormontate da oculi. Molto ornamentale è inoltre l’incrocio delle scalinate che danno accesso al piano del cortile, con il pontile che dà accesso a quello superiore. Sul retro della villa, si allunga come un’ala, la limonaia caratterizzata da una sequenza di archi a tutto sesto che si aprono su un ampio parterre erboso.

L’area esterna è molto vasta e recintata da un alto muro che si sviluppa per 4 Km. Essa comprende l’oliveto, la vigna, il frutteto, oltre al parco ed il giardino paesistico all’inglese. Il percorso principale dalla villa porta ad un laghetto con edificio rustico e ad un viale di lecci costeggiato da un galoppatoio. Il resto del giardino è ricco di percorsi e folto di pini marittimi,querce, lecci che si disperdono nella macchia di querce del parco. Ai lati della villa sorgono un piccolo giardino di rose ed un piccolo giardino all’italiana costituito da terrazzamenti e siepi di bosso.

Nel 1985 la villa fu acquistata da una società di Spoleto che, con l’intenzione di avviare una attività ricettiva, ne sta curando il restauro.1
  • 1. Le informazioni riportate sono tratte dallo "Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria e da Melelli, A., e Medori, C. (1988). "Ville e grandi residenze di campagna nel territorio di Spoleto." Quaderni dell'Istituto Policattedra di Geografia - Università degli Studi di Perugia, 10 (1988), 169-240.
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